Tuesday, 16 August 2016

Olympic Results Visualization

In recent months I have been using Microsoft Power BI to develop dashboards to present data in graphical format and analyse data gathered during the day to day activities in my workplace. This product is absolutely amazing (also because it is free!) and it has really facilitated the way I can put together dynamic reports and share data with my staff as well as other colleagues and coaches.

If you want to know more about Power BI you can go to this weblink and also you can have a look at the demo video to understand the capabilities.


I am following the Olympics from a distance and I am very interested in the results just like anybody involved in Olympic Sports. Most of all, I like to track the medal table and understand more about who is winning what medal and how countries are doing in various sports. Considering the fact that there are many data repositories on the internet to have such information, I have developed a Power BI dashboard which collects live data and can visualise them in a simple way. I would like to share this dashboard with the readers and will continue to develop it in order to conduct a detailed analysis of the medal table once the Olympics are over.

The dashboard is interactive and you can click and expand graphs as well as change the visualisations. I hope you will like it.

Here is the dashboard:



Alternatively, if you cannot access it via this blog, just click on THIS link and you should be able to view it.

Sunday, 14 August 2016

Tributo ad una atleta che smette di giocare oggi

Non ho mai scritto un articolo in Italiano sul mio blog, per scelta. Perché' l'obiettivo del blog e' quello di raggiungere la maggior parte delle persone possibili per scambiare esperienze e condividere vari pensieri/osservazioni che sono parte del mio lavoro quotidiano nel mondo della scienza dello sport.

Grazie a questo mezzo ho raccolto e condiviso con moltissime persone in varie parti del mondo le mie esperienze e i miei punti di vista e in molti casi questa condivisione ha generato ulteriori discussioni e approfondimenti e in alcuni casi forme di collaborazione. Scrivere un blog prende tempo, ma e' un modo per riflettere ad alta voce in una piazza virtuale ed é forse anche un modo per mettere su carta in maniera organizzata pensieri e osservazioni che altrimenti rimarrebbero nella testa.

Oggi ho deciso di scrivere in Italiano, per essere sicuro che quello che sto per scrivere venga letto e possa essere condiviso nella nazione dove sono nato e magari possa essere di stimolo e riflessioni per tanti giovani che si avvicinano allo sport e meno giovani che ci sono gia' dentro.

Nella mia carriera sono stato veramente fortunato ad incontrare atleti, allenatori e colleghi fantastici che hanno contribuito non solo ad arricchire il mio bagaglio culturale e di esperienze, ma hanno anche lasciato insegnamenti di vita ed esempi che hanno contributo al mio "crescere" non solo dal punto di vista professionale. Nominarli e ringraziarli tutti per nome sarebbe un rischio grosso, perché sicuramente ne dimenticherei qualcuno e quindi evito i lunghi elenchi spero che nessuno si senta "meno importante" dopo aver letto quest'articolo.

L'articolo in Italiano e' stato determinato dal fatto che oggi alle Olimpiadi di Rio una atleta con la quale ho avuto il piacere di lavorare ha appena finito di giocare la sua ultima partita e da domani si dedicherà' alla sua nuova vita lontano dai campi giocati. L'atleta in questione e' la mia amica (mi permetto di chiamarla amica dopo molte ore passate in palestra e qualcuna sulla sabbia) Antonella del Core. 

(Photo Source: http://alchetron.com/Antonella-Del-Core-495523-W)

Antonella termina oggi un lunghissimo viaggio iniziato con la corsa (aveva iniziato come ostacolista) e continuato per fortuna prestissimo sui campi di volley di tutto il mondo. Quando ho lavorato con lei a Napoli e nell'esperienza del beach era all'inizio di una carriera che poi si e' rilevata fantastica, ma era gia' chiaro che questa simpatica ragazza di Napoli aveva tanto carattere e il talento più' importante (a mio parere): una voglia di migliorarsi giorno per giorno con l'allenamento che erano fuori dal comune. 

Dopo tanti anni di lavoro nello sport, posso dire che il miglior talento che molti campioni (quelli veri, non quelli da "copertina") in sport diversi hanno e' la volontà di diventare migliori ogni giorno lavorando duro. E Antonella possiede sicuramente questo "talento" che ha condiviso e maturato con un'altra atleta che aveva queste caratteristiche (la sua compagna di squadra e beach Caterina de Marinis con la quale ha vinto il titolo Italiano di Beach nel 2000, altra atleta e persona fantastica che non smettera' mai di allenarsi e di imparare qualcosa nel volley). E sono sicuro che userà da domani il suo talento in altri aspetti della sua nuova vita lontana dalla pallavolo giocata.

De-Del Campioni D'Italia (coach Marcovecchio)


Dopo gli anni di Napoli, ha preso la valigia in mano e la Pallavolo l'ha portata a giocare e vincere trofei in Italia, Turchia e Russia oltre a numerosissime vittorie con la Nazionale Italiana e numerosissimi premi personali (se siete curiosi, potete leggere il palmares qui). Sacrifici non semplici  considerando le distanze da famiglia e affetti e soprattutto tenendo conto delle ore di allenamento e di attività' relative al volley spese in quasi venti anni da professionista. L'ultima volta che ci siamo visti di persona era a Londra nel caffe' del villaggio olimpico, io ero contentissimo dell'andamento delle Olimpiadi per la squadra con la quale lavoravo (Comitato Olimpico Britannico) e lei meno felice dei risultati sportivi e delle attenzioni "gossippare" della stampa Italiana. Ricordavamo i vecchi tempi e riflettevamo di come siamo fortunati a lavorare in un settore che ci permette di viaggiare e conoscere cose e persone nuove quasi ogni giorno, ma ci ricordavamo anche delle rinunce che si fanno per riuscire ad eccellere nello sport (sia come atleta che come tecnico/staff di supporto ecc.) e di come molti non si rendano conto di come dietro un mezzo successo si nascondono insicurezze, tanto lavoro, fallimenti e sacrifici. Parlavamo anche di come la stampa sia poco interessata all'aspetto sportivo nello sport femminile ma si occupi prevalentemente di aspetti estetici o gossip, sminuendo sacrifici e risultati di donne con storie che potrebbero e dovrebbero rappresentare modelli guida per tanti.

Antonella rappresenta l'Italia che tutti vorremmo. Quella delle persone che lavorando duramente e onestamente con passione possono arrivare ad ottenere risultati incredibili. Quella dei sacrifici e del coraggio di affrontare le difficoltà con il lavoro lontano dai riflettori. L'Italia che e' magnanima nelle vittorie e che sa accettare sportivamente le sconfitte usandole per migliorarsi. La sua storia sportiva (e quella di tante altre donne dello sport Italiano) dovrebbe essere presa a modello ed insegnata e usata come esempio per i giovani. Per fare in modo che anche in settori lontani dallo sport qualche bambino o bambina possa sognare e credere nella possibilità' di raggiungere obiettivi incredibili lavorando duramente e applicandosi e accettando che gli incidenti di percorso possono contribuire a crescere e diventare migliori.  Storie sempre più  rare in un mondo patinato pieno di modelli di vita falsi e che danno scarsa importanza al saper fare e alla necessità di imparare e migliorarsi.

Lo sport Italiano é pieno di storie di donne come Antonella del Core, il guaio é che purtroppo il giorno dopo la fine della loro carriera sportiva queste donne finiscono spesso nel dimenticatoio. 

L'augurio e' che storie come quella della ragazza di Napoli che ha vinto tantissimo in giro per il mondo siano da esempio per le nuove generazioni e che atlete come Antonella abbiano la possibilità di continuare il loro contributo nello sport dove hanno avuto successo e nelle scuole che sono la nostra speranza per migliorare il nostro paese.

Ad Antonella faccio i migliori auguri per il futuro e spero di vederla presto. Allo sport Italiano  e alla scuola ricordo che ci sono tante ex-atlete parcheggiate nei dimenticatoi che avrebbero tanto da insegnare alle nuove generazioni e il mio augurio é che qualcuno ogni tanto si ricordi di loro e possa creare opportunità per fare tesoro dei loro insegnamenti e delle loro storie di vita.

Thursday, 12 May 2016

New paper: Physical Predictors of Skeleton Performance

This week I had another paper published. This paper was part of the PhD studentship of Dr. Steffi Colyer in partnership with Bath University, GB Skeleton, UK Sport and my previous role at the BOA.

In this work we looked at the testing battery for strength and power assessment of bob skeleton athletes and identified predictors of skeleton performance. The analysis approach revealed that 3 tests scores can obtain a valid and stable prediction of bob skeleton start performance. More work from Dr Colyer's excellent PhD will be published soon, so follow her work as I am sure more applied approaches in other sports will be followed in the next years. I enjoyed working with a great group of colleagues, athletes and coaches for this project and the publication reminded me of how fortunate I was in my time in the UK.


This project is a good example of how some applied sports science projects can advance understanding of specific performance issues as well as provide meaningful advice for the coaches and practitioners involved in this particular sport.

The abstracts is below:


 2016 May 1. [Epub ahead of print]

Physical Predictors of Elite Skeleton Start Performance.

Abstract

PURPOSE: 

An extensive battery of physical tests is typically employed to evaluate athletic status and/or development often resulting in a multitude of output variables. We aimed to identify independent physical predictors of elite skeleton start performance overcoming the general problem of practitioners employing multiple tests with little knowledge of their predictive utility.

METHODS: 

Multiple two-day testing sessions were undertaken by 13 high-level skeleton athletes across a 24-week training season and consisted of flexibility, dry-land push-track, sprint, countermovement jump and leg press tests. To reduce the large number of output variables to independent factors, principal component analysis was conducted. The variable most strongly correlated to each component was entered into a stepwise multiple regression analysis and K-fold validation assessed model stability.

RESULTS: 

Principal component analysis revealed three components underlying the physical variables, which represented sprint ability, lower limb power and strength-power characteristics. Three variables, which represented these components (unresisted 15-m sprint time, 0-kg jump height and leg press force at peak power, respectively), significantly contributed (P < 0.01) to the prediction (R2 = 0.86, 1.52% standard error of estimate) of start performance (15-m sled velocity). Finally, the K-fold validation revealed the model to be stable (predicted vs. actual R2 = 0.77; 1.97% standard error of estimate).

CONCLUSIONS: 

Only three physical test scores were needed to obtain a valid and stable prediction of skeleton start ability. This method of isolating independent physical variables underlying performance could improve the validity and efficiency of athlete monitoring potentially benefitting sports scientists, coaches and athletes alike.
PMID:
 
27140284
 
[PubMed - as supplied by publisher]

Friday, 29 April 2016

#TrainingLoad16 Videos Now Online

All the videos of the #TrainingLoad16 conference organised in Doha by Aspire Academy's department of Sports Science are now online and free to access for everyone here.

The conference was a great success and showed how much work has been done in this field as well as how much we need to do in order to provide more and better tools to improve our decision making when planning training activities in different sports.

Below is the video of my talk.

Dr. Marco Cardinale (QAT) - Monitoring Athlete Training Loads - The Hows and Whys from Aspire Academy on Vimeo.


Friday, 4 March 2016

Training Load Conference In Aspire

Last week we held a fantastic conference at Aspire: "Monitoring Athlete Training Loads, the Hows and Whys". We had attendees from all over the World and a pretty amazing line up of speakers, so I considered it a privilege to be able to give an overview of my experiences to the audience in the company of pretty amazing sports scientists.

The opening keynote was provided by Professor Carl Foster who gave an excellent overview of this area starting from his initial papers describing the session RPE method ending to recent papers using mathematical models as well as some aspects about how he sees the future of this field.

3 days full of activities followed with invited speakers, young investigators and free papers. The invited speakers were:




  • Prof. Carl Foster (USA) 
  • Dr. Dave Martin (AUS) 
  • Dr. Stephen Seiler (NOR) 
  • Dr. Bill Sands (USA) 
  • Dr. Darren Burgess (AUS)
  • Prof. Martin Buchheit (FRA)
  • Dr. Marco Cardinale (QAT) 
  • Prof. Aaron Coutts (AUS)
  • Dr. Tim Gabbett (AUS)
  • Assoc. Prof. Inigo Mujika (ESP)
  • Prof. Warren Gregson (QAT) 
  • Dr. Alberto Mendes-Villanueva (QAT)
  • Dr. Michael Kellmann (GER)
  • Mr. Andrew Murray (QAT)
  • Mr. Rod Whiteley (QAT)
  • Dr. Jos J. de Koning (NED)
  • Dr. Matthew Varley (QAT


  • Training monitoring was discussed within various sporting contexts: individual sports, team sports, combat and acrobatic sports as well as technologies and psychometric tools, mathematical models and injury prevention.

    We will provide online access to all the talks of the conference soon on the Aspire Academy website (www.aspire.qa) and we have agreed to publish a special issue of the International Journal of Sports Physiology and Performance with all the papers from the conference and mini/extended reviews of this area to make sure that we can capture and disseminate all the knowledge exchanged and acquired over the 3 days.

    In summary there was a lot of talk about the simple use of session RPE and how it could be used not only to track training load in many sports but also how it can be used to assess the likelihood of injuries in some sporting groups. Many (myself included) raised some issues with using just this measure as it is strongly biased by training duration and does not provide enough information to be able to change the content of the training. All speakers tended to agree that training monitoring needs an holistic approach with various measures used also according to the sport analysed, and the concept of dose-response it is something we need to revisit as many individual training sessions are prescribed without understanding the responses such sessions trigger. New technologies were discussed in terms of their validity and reliability and it was clear that too many manufacturers are too keen to sell and not keen to make sure their products are valid and reliable as well as having mostly black box approaches in which it is impossible or very difficult to extract raw data for advanced analytical capabilities. Finally, there was a call for standardisation of data collections as even in simple tools like RPE various scales are used also in various languages and not validated which permeate the literature and man felt this makes it difficult to compare studies conducted in various countries. The translation aspect of other psychometric tools was highlighted by Prof. Kellman which clearly stated that literal translation may not be appropriate in some countries as specific terms (and therefore anchors used in psychometric tools) might have a completely different meaning in the sociocultural context in which they are translated from English. Definitively more work is needed to a true international standardisation of many psychometric tools and visual analog scales.

    My prezi is available here (no voice):


    The conference attracted a lot of interest in social media and was trending on Twitter every single day. I have collected the most significant tweets and reactions in a storify file to facilitate access and it is accessible below.






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